curiosità

Quale è la vera storia della pizza?

Credimi: il primo cibo che in assoluto l’Uomo abbia mai cucinato, condito e fatto assaporare ai suoi amici semi-cavernicoli è la pizza.

Si, è ovvio, probabilmente il genere umano già aveva sperimentato a cuocere gli ortaggi, la carne o il pesce. Ma la cucina stessa, nel senso di cibo appositamente elaborato per essere mangiato, nasce con la preparazione della prima pizza.

Tutto si sviluppa a partire di da una grande scoperta dell’Uomo: la fermentazione.

Già nel Neolitico il controllo del processo di fermentazione del vino era maturo e praticato a livello commerciale. Lo dimostra la scoperta fatta nel sito archeologico di Haji Firuz Tepe, in Iran, nel quale videro la luce alcune giare risalenti a 7.400 anni fa. In esse erano presenti tracce della resina di pistacia che serviva come antibatterico per preservare più a lungo la fermentazione.

Altri reperti risalenti a qualche migliaio di anni dopo ci portano alla cultura dei Sumeri che, come si sa, erano grandi consumatori di birra. Ma la svolta si ebbe con l’avvento della cultura egizia, i quali avevano alla base della loro alimentazione il pane lievitato. Era cosi diffuso l consumo del pane da parte degli egizi, che nell’antichità essi erano chiamati “mangiatori di pane”.

Ma un altro migliarino di anni dopo, la vera maturazione della cottura dell’impasto lievitato, nel 3.500 a.C. si sviluppa in Grecia. Fu allora che prese piede l’arte della lavorazione del pane e il panificio notturno, in tutto il mondo ellenico.

Poi, le esigenze di carattere pratico, come la conservazione ed il trasporto del pane per viaggi di qualche giorno, hanno richiesto forme di pane più idonei. Cosi fra il Peloponneso e l’Anatolia nasce una forma di pane molto sottile, diremmo impropriamente un pane piuttosto biscottato e quasi priva di mollica che ben si adattava a rimanere commestibile anche per molti giorni. Era un tipo di pane che ancora oggi, in alcuni luoghi d’Italia è chiamato pinsa, come il participio passato di pinsere, cioè pestare, pigiare. Questa parola deriva dalla parola greca pektos, da cui, a sua volta, si fa derivare la parola pitta , famosissimo pane greco, che diventa l’ebraico pat, e poi il turco pide. Da qui, pare, la parola pitta corrotta a più non posso, diventa pizza [C. Battisti, G. Alessio – Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57].

Ma la parola pizza già esisteva nel IX sec. d.C, in un documento in latino datato 31 gennaio 1201.

Ma, a dirla tutta, una pizza tanto soffice quanto ipercalorica chiamata “mastunicola” già si mangiava nel Cinquecento e nel Seicento ed era preparata con strutto, formaggio, basilico e pepe.

Solo nel tardo Settecento, nella borbonica capitale del Regno delle Due Sicilie, un pizzaiolo nei pressi del porto di Napoli, per soddisfare la grande richiesta di pizze che ben si conservassero nelle traversate marittime, inventa la Pizza Marinara, con l’aggiunta di pomodoro, origano ed aglio. Nasce la prima pizza autenticamente napoletana. Era il 1774 [“Archivio dell’Associazione Verace Pizza Napoletana” pubblicato sul Corriere della Sera, 30/01/08].

Un secolo dopo un pizzaiolo del centro storico di Napoli, il già famoso Raffaele Esposito, inventa la Pizza Margherita, in onore di Donna Margherita di Savoia. Era una pizza dal verde del basilico, bianco della mozzarella e rosso del pomodoro, inneggiante l’Unità d’Italia e la caduta dei Borbone. La pizza Margherita massima espressione della napoletanità, nasceva come pizza italiana. Ma questa è un’altra storia.

Statt’ bbuono!